MANCANZA DEI CARI
Da al mondo il
meglio di te,
e forse sarai
preso a pedate:
non
importa, da il meglio di te!
(Beata Madre
Teresa di Calcutta)
I primi giorni
non sono mai facili: il primo giorno di un bimbo appena dato alla luce, il
primo giorno di scuola, il primo giorno di un nuovo lavoro…qualcosa della
sicurezza del giorno prima viene a mancare. Si incontra il vuoto, la paura,
l’insicurezza. Nel mio caso la malinconia, l’amore e voglia di casa, del suo
calore. Come se il mondo non avesse perché’ e tutto ruotasse solo intorno a
noi. Come non ci volesse più e fossimo presi a pedate secondo le parole della
santa di Calcutta.
Perfino la
fede su cui sono radicato traballa come fossero trampoli a sostenermi. Eppure sono via solo da pochi
giorni, ma la paura inganna.
Non è l’amore
che manca, rimane anche con la distanza, lo si può vivere e praticare anche
nella preghiera per chi si ama, quello che viene meno è il contatto umano. Quella
forza che scaturisce quando due esseri vivono una relazione che oltre il
sentimento dona anche la presenza fisica, la comunione!
Noi uomini
siamo fragili e spesso solo nella sofferenza ci rendiamo conto di quanto manchi
e sia essenziale ciò che noi diamo per scontato, come l’affetto dei nostri
cari.
Così mi
riprometto di voler approfittare di ogni momento, oggi e quando tornerò casa,
per dare il meglio di me affinché’ nella relazione possa godere e donare quanto
più amore possibile!
Questo ancora
una volta si riassume nelle Sue parole: “Amatevi!” (Gv 13,34)
Per approfondire
alcune sensazioni dei primi giorni d’Africa e trovare consolazione per
quell’amore che c’è ma come per un
circuito elettrico interrotto non accende la lampadina, leggo: “Ed egli mi ha
detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella
debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori
in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli
oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo:
infatti quando sono debole, è allora che sono forte”. (2Cor 12)
Mi consola perché
il dolore e le fatiche, se pensiamo per esempio proprio alla sofferenza
dell’Africa, non sempre trovano spiegazioni razionali, forse nemmeno Maria ne
ha subito avute, ma sempre trovano compimento in Cristo e nel suo Amore!
Giorgio
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