martedì 20 marzo 2012

CHIAMATI CON FORZA A DONARCI

Gesù afferma con forza, la forza dell’amore: “Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli”. (Mt 5,19).

Non voglio permettermi di insinuarmi nelle parole di Gesù già perfette, ma solo brevemente farne trasparire una riflessione di speranza per me e per noi. Gesù chiaramente sposta gli orizzonti del mondo, in un nuovo ‘mondo’, una nuova realtà, che chiama Regno, che ora non vediamo ma che emerge chiaramente come un regno in cui i valori sono ribaltati e certi: “Chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli.”
Il segreto è quindi nel farsi piccoli!
Significa farsi umili e ultimi, significa mettersi al servizio e farsi dono!
È solo donandosi che la nostra vita si riempie di senso e di amore!
Gesù però non si accontenta e aggiunge di insegnare, trasmettere a tutti i precetti, precetti d’amore, di missione e di servizio che a sua volta ha insegnato e mostrato col suo esempio.
Quindi tutti possiamo, anzi dobbiamo, Gesù sembra tuonare, essere missionari, servi e insegnati, ovunque siamo chiamati ad esserlo.
Non possiamo vivere senza farlo, senza essere missionari.
Questo è molto importante ancor più di ciò che abbiamo fatto noi lasciando la nostra casa per portare altrove il nostro servizio!
Tutti siamo e possiamo essere annunciatori instancabili esattamente dove ci troviamo in questo momento.
Vivere d’amore significa essere Cristiani, non basta gridarlo nelle piazze.
Mai più a divisioni secondo chi dice o meno di credere e di appartenere alla chiesa ma le divisioni in quel regno atteso, sono su chi ama o meno, e chi accetta di chiamare gli altri all’amore e alla pace invece che alla guerra e alla sfida!
La parola di Dio non può agire se non letta nel vissuto, se non rivela la presenza di Dio stesso nel mondo attuale. Altrimenti pubblicani e prostitute ci passeranno avanti nel Regno di Dio (Mt 21,31), che non è perciò regno di scandalo solo perché aperto per chi ha vissuto realmente d’amore e d’umiltà; ma anzi saremo noi nel nostro cuore a commettere scandalo ogni qual volta incapaci di aprirci all’amore vero e indistinto per tutti!
Non possiamo accontentarci di ciò che ci capita e di come la nostra vita trascorre ma ogni giorno dobbiamo effettuare una scelta di altruismo: perché noi volgiamo essere con Lui e non contro di Lui, raccogliere e non disperdere. (Lc 11,23)
Diventeremo presto pescatori di uomini, e con le parole di Madre Teresa: saremo una piccola matita nelle mani di Dio!
Il camino di Quaresima, che ci conduce sino al più grande gesto d’amore di Gesù, può essere accolto come un camino di preparazione verso quel Regno.
Accogliamo questo tempo come un dono da cui ci arricchiremo per sfociare poi in un dono per chi ci è accanto!!

martedì 6 marzo 2012

Grazie di Esistere


Non lasciatevi scoraggiare da coloro che, delusi dalla vita sono diventati sordi ai desideri più profondi e autentici del loro cuore. (Giovanni Paolo II)

Quando torno in un luogo o nazione in cui sono già stato,sopratutto se lontano da casa, poiché il cambiamento è  totale: climatico, sociale, culturale, mi sembra, nella testa e nel cuore, di averlo messo in 'pausa' per anni e solo ora farlo ripartire e rivivere. E con lui le persone che lo abitano!
Contemporaneamente il luogo da cui sono partito entra in stand-by, come se nulla si muovesse, ma tutto aspettasse il mio ritorno. E così quando partirò da qui alla volta dell'Italia presto sfumerò inevitabilmente tutto ciò in cui ora sono totalmente immerso.
Questa sensazione, che sembra banale, è per sottolineare quanto siamo legati, costretti nel corpo. La nostra realtà, l'essenza, il nostro esistere, qui e ora, sono totalmente intessuti nel nostro corpo, nella carne.
Però bensì costretti nel corpo non dobbiamo esserne prigionieri per non smettere di godere dell'immensità dell'assoluto.
Un grande maestro che ho avuto la fortuna di leggere, mi ha insegnato un metodo per essere tutto e ovunque. Quest'uomo fu missionario nel mondo ed un giorno iniziò a soffrire per tutte le sofferenze che aveva incontrato, ma non risolto, durante tutta la sua vita. Dopo anni arrivò ad affermare che l'uomo non può e non deve rammaricarsi o persino soffrire (eccessivamente) per quel male che incontra ma rispondere a questo sentendosi chiamato, ora e dove si trova, a fare al meglio qualsiasi cosa stia facendo: dalla più missionaria e caritatevole, a lavare i piatti o pettinarsi. Cioè rispettare al massimo quel grande dono che é la vita, che qui é stata incanalata in quel corpo, che ora costringiamo, per noi e per il mondo, a dare il meglio che può in ogni azione. Questo però non vuol dire essere perfetti. Ma desiderare la perfezione, la santità, con tutti i nostri limiti e dolori!
La seconda arma in nostro possesso, e sono due in realtà, per me parallele, che superano e abbattono i confini del nostro corpo: sono la preghiera e l'amore. Preghiera é amore, proprio perché siamo incapaci di amare tutto il mondo, la preghiera permette di farlo. E l'amore è preghiera, perché amando noi e le vite dei fratelli, ringraziamo Dio per averli creati!

Troppe poche volte diciamo a chi amiamo, anche ai famigliari, forse per troppa vergogna, il riconoscimento a parole del loro essere grande dono per noi: 'Grazie che esisti, grazie che ci sei!'