venerdì 24 febbraio 2012

FRAGILITA’ E AFFIDAMENTO: RADICATI IN DIO!

Cominciate col fare cio’ che e’ necessario, poi cio’ che e’ possible. E vi sorprenderete a fare l’impossibile. (San Francesco)

A lasciarci queste parole fu un uomo che per primo si sorprese di cio’ che arrivo’ a fare, partendo dal solo desiderio arricchito della speranza in Dio.

La sera sotto il cielo equatoriale si riesce ad ammirare uno spettacolo grandioso. Il profondo blu raggiunge un’intensita’ straordinaria e le sue stelle brillano a festa. Non impedito da occupazioni, dopo cena, approfitto per pregare e passeggiare sereno, nella solitudine, mirando il creato. Giorni fa la luna risplendeva in tutta pienezza ed illuminava a giorno. La stessa luna che piu’ di duemila anni fa fisso’ coi suoi occhi anche Cristo e che l’uomo poi ha ‘conquistato’.
Riflettevo su come certamente tanti degli uomini che abitano da queste parti e vivono in capanne, non sappiano o possano immaginare che l’uomo sia giunto sin lassu’. E come abbia fatto!?
Noi occidentali invece conosciamo bene le nostre potenzialita’ e vette raggiunte, forse anche per questo a volte, ci sentiamo per alcuni versi, la cultura centrale, unica, domininte, invincibile, ove invece se facciamo quantomeno una valutazione numerica siamo quella inferiore.
Credo Dio nel creato ci richiami all’essenziale e a riconoscere la nostra fragilita’: “Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i piu’ robusti, e il loro agitarsi e’ fatica e delusione; passano presto e noi voliamo via”.(Salmo 89)
Nel cielo notturno infatti accanto alla luna, come su un’unica superficie, vi ha posto le stelle quasi a ricordarci: “fin li siete arrivati, ma la’ non arriverete mai”.

Questi semplici uomini a volte privati perfino della loro dignita’, non conoscono l’immensa potenzialita’ del genere umano e pur vivendo continuamente sulla loro pelle la terribile caducita’ dell’essere non smettono di confidare totalmente in Dio: per un viaggio sicuro, un buon raccolto o una notte serena. Ancora piu’ meravigliosamente non smettono di benedire, lodare e ringraziare di quel poco (cibo), o tanto (vita), che Dio ogni giorno gli dona!
La loro Vita e’ come un soffio, ma in quanto tale non e’ diversa dalla nostra che si rivela altrettanto fragile e non nelle nostre mani, anche se siamo portati a riconoscerlo solo quando ci capita qualche sventura. Gesu’ invece ci ricorda: “ Non preoccupatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta! Non preoccupatevi dunque del domani, perche’ il domani si preoccupera’ di se stesso.” (Mt 6, 31-34)

Capita ingenuamente che rischiamo di giudicare troppo facilmente chi e’ piu’ povero, debole e indifeso di noi. Secondo quale criterio stabiliamo pero’ se una vita o un’esistenza assuma o meno valore? Dal titolo di studio forse o dal lavoro, o dalla posizione sociale e vestiti? O dalle emozioni o repulsioni che riceviamo da questa?
Possiamo restare legati al soggettivo per dare una valutazione sul valore di un’esistenza?!
No, esiste un oggettivita’: siamo tutti fratelli. Perche’ chiunque fa la volonta’ del Padre mio che e’ nei cieli, egli e’ per me fratello!
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carita’, non sarei nulla. (1 Cor 13,2)

venerdì 10 febbraio 2012

RICERCARE PER SCEGLIERE


Abbiamo ben scarso dominio su cio’ che accade nella nostra vita, ma abbiamo un grande potere su come assumiamo e riconosciamo (accettiamo) cio’ che accade.
Sono proprio queste scelte spirituali a decidere se viviamo la nostra vita con dignita’. 
                                                                                                                                 (Henri Nouwen)

La ricerca e’ per tutti un richiamo ad andare verso qualcosa o qualcuno, dove il nostro intuito o la ragione ci spingono a cercare, certi di trovare il meglio. Prima o poi ci portera’ finalmente ad una sensazione di pienezza, di calore e di gioia, ed e’ allora che si presenta la necessita’ di effettuare una scelta: “ mi voglio radicare in quella pace!?”.
La scelta assume pero’ in se stessa il rischio e la paura, basta pensare oggi al timore di sposarsi e impegnarsi per ‘sempre’ con la stessa persona. La bellezza pero’ si cela proprio nel per ‘sempre’, ossia qualcosa di orientato verso l’infinito e l’assoluto, cioe’ verso Dio.
Fuggire dalla scelta porta inquietudine, dobbiamo fermarci e decidere radicati nella promessa di non essere abbandonati alle tenebre delle nostre insicurezze: “Ed ecco, io sono con voi tutti I giorni, fino alla fine del mondo”. (Mt 28,20).
La scelta ora si trasforma in energia per una nuova ricerca sempre piu’ consapevole.

Mentre sono qui sto vivendo questa situazione che mi suscita un semplice pensiero.
La missione e’ ricerca! Ricerca di Dio, ricerca di Gesu’ nei poveri, nei sofferenti, nel prossimo, nel donarsi, nel farsi semplici, nel condividere nuove abitudini e quanto ancora…
Resto pero’ sempre nella necessita’ di scegliere: come scelgo di affronatre il povero o lebbroso che mi si fa prossimo? Come scelgo di condividere i momenti comuni o di fatica? Come tratto col mendicante, o con chi mi mette paura?
In Italia ogni giorno ci indaffariamo per molte scelte: a che ora svegliarmi, cosa prendere per colazione, quali scarpe mettere o quale giornale comprare, e capita di dimenticarci di altre: come saluto chi prima incontro o vedo la mattina, quanto tempo dedico a mia madre, ai figli, sorridero’ ai colleghi in ufficio!?
E’ a seconda di come scegliamo di affrontare cio’ che incontrollabilmente ci capita ogni giorno che ci rende liberi e felici. E’ una disciplina del cuore e dell’anima che vale la pena allenare!
In Africa non possono scegliere tutto cio’ che in Italia ci e’ permesso, allora focalizzano la loro attenzione sulle scelte che prendono nel vivere il rapporto umano, ogni giorno e ogni momento!

Per rendere meno marcata la soglia che divide l’Europa dall’Africa, che a volte sembra o forse e’, una grande ingiustizia, potremmo provare a preoccuparci meno di alcune scelte portandone altre in superficie.
Saremo cosi’ meno indaffarati ad appare e piu’ impegnati ad Amare.

Cercare si puo’ cercare ovunque, dall’Uganda all’Italia, ma la risposta alla ricerca sta solo nel nostro cuore, accompagnateci anche voi nella ricerca di rendere il mondo una casa piu’ amabile.

Molte scelte oggi vorrebbero portarci a primeggiare per differenziarci dagli altri, essere i migliori e gli unici.
Ma la vera gioia e’ nascosta la dove siamo uguali agli altri, capaci di amare e condividere.

Cammianiamo assieme cominciando da Mt 6, 25-34.