giovedì 19 luglio 2012

Domandare a qualcuno dei soldi è offrirgli l’opportunità di mettere le loro risorse a disposizione del regno di Dio


SE CAPITI IN QUESTE PAGINE fermati un minuto, SENTITI CHIAMATO A LEGGERLE, POTREBBE ESSERE LA TUA ‘CHIAMATA’ AD ESSERE MISSIONARIO.

Ormai siamo di ritorno ma la nostra missione è solo all’inizio.

Come affermava Henry Nouwen: “domandare a qualcuno dei soldi è offrirgli l’opportunità di mettere le loro risorse a disposizione del regno di Dio”. È lasciare che possano incontrare Dio, che si santifichino, condividano e compiano il loro ministero, e io aggiungo, la loro missione!
Così è stato anche per noi.

Vorrei quindi coinvolgere tutti voi a cui queste poche righe capiteranno sotto gli occhi. La coincidenza che ha fatto si che leggiate queste parole non è da considerarsi tale, ma più probabilmente una chiamata di Dio a coinvolgervi: è una vocazione!
Vocazione che vi chiama ad essere missionari con noi, e a far si che non passiate queste pagine senza lasciarvi interrogare e ferire.

FERIRE come è ferito Josaphat dalle bruciature che gli hanno rovinato la pelle, poiché per la sua disabilità si è trovato nelle mani di uno stregone e non in un centro per disabili.

Perché? Solamente perché un centro per dasabili in Uganda ancora non esiste!

FERITI dal buio come gli occhi di Pius, bimbo splendido con la sindrome di Dawn, che hanno sofferto per anni sino a quando finalmente, entrato nel nostro progetto, ha lasciato per la prima volta la capanna potendo così vedere e scoprire la luce ed altri bambini.

FERITI come Nazare, spastica e paralizzata, orfana con una nonna che non riesce a prendersi cura di lei. Intelligente e vivace, capisce tutto, vive il suo abbandono e il suo essere costretta tra mille dolori sempre sdraiata sul suolo senza nemmeno un materasso.

FERITI come Patricia, spesso picchiata poiché non capisce, certo è ritardata, non può capire tutto e nemmeno capirà il significato della parola amore se nessuno le darà mai una nuova casa e famiglia, un luogo dove possa vivere serena la sua età e diversità.

Ecco il nostro progetto è ambizioso:
il primo e unico centro per disabilità gravi in Uganda.
Non può più il mio cuore accettar di vedere bambini trattati peggio delle bestie solo perché non valgono nulla, non rendono nulla e per la loro splendida diversità.

Un centro che accolga questi bimbi, li cresca, li educhi, gli dia una famiglia, gli doni quella parola per i nostri figli così scontata: AMORE!
Passo per passo ci serve tanta generosità e sostegno ma non abbiamo paura confidiamo nella provvidenza.

I primi 15.000 euro sono fondamentali, ci servirebbero il prima possibile e faremo di tutto per raccoglierli confidando anche nel vostro aiuto, poiché abbiamo già individuato un terreno sufficientemente grande. Questo suolo ci servirà per porre le radici di un progetto nascente che darà presto grandi frutti.

In questo spazio oltre al centro per i nostri bimbi, vorremmo veder nascere un bell’oratorio così che i disabili possano scoprire i giovani ‘abili’, e dove gli abili possano finalmente aprirsi alla realtà dei piccoli disabili, gettando così anche le radici per un primo grande cambiamento sociale.
Non dimentichiamoci mai della piccola Madre Teresa di Calcutta che parlava di gocce, e lei con le sue piccole gocce ha creato in tanti cuori un oceano di amore e speranza.

Affiancheremmo al centro uno spazio per permettere a chiunque di poter venire dall’Italia per visitare, lavorare o solo condividere le nostre gioie e il nostro/vostro cammino di missione. Questo centro sarà quindi anche per voi! Noi!
Un bel progetto anche per permettere a molti giovani italiani di scoprire le realtà dell’africa.

Una buona notizia, abbiamo già i nostri missionari pronti a farsi carico del progetto e del lavoro. Scherzi a parte io e Marta non appena raccolti i fondi necessari siamo pronti a tornare per seguire e servire questo progetto di Dio, in supporto ai primi responsabili del progetto stesso che con entusiasmo l’hanno fortemente voluto: i Frati Minori Francescani (OFM) della provincia d’Africa San Francesco d’Assisi.

Per aiutarci contattateci, non può esistere un dono grande senza un incontro e condivisione, noi siamo sempre disponibili, per idee, per parlare, raccontare, ascoltare e imparare!

Giorgio e Marta




venerdì 6 luglio 2012

PERCHE’ COMUNITA’


Non inizio come al solito con una citazione ma avvisandovi che la prossima meditazione (non questa) sara’ l’ultima dall’Africa. Vi raccontero’ quali progetti e idee abbiamo per il futuro, nelle quali anche voi potreste aiutarci e diventare con noi missionari!

PERCHE’ COMUNITA’

Dopo sei mesi di vita di Comunita’ in convento, vorrei per un attimo aprirvi le porte e lasciarvi dare un’occhiata all’interno, per osservare quali doni si possono ricevere entrandovi e condividendo la vita fraterna di comunita’.

Il mondo e’ interamente costituito da infinite comunita’, piccole o grandi, belle o brutte, buone o cattive, costituite per la maggior parte da persone animate da uno stesso ideale. Anche le nazioni, le famiglie, i gruppi, le associazioni, gli amici, i compagni, formano comunita’, persone insomma che decidono di condividere il gusto di ogni giorno con altri e nel farlo ricercano la massima felicita’.

Perche’ la comunita’ puo’ provocarci profondamente?
Essa ci chiede infatti continuamente il PERCHE’ abbiamo deciso di stare assieme, altrimenti senza un perche’ presto ci stuferemmo; e con quale FINALITA’, diciamo scopo, stiamo insieme.

Le comunita’ Francescane che ho incontrato, cosi’ come tutte le comunita’ religiose, mettono il loro perche’ nell’Amore, cioe’ in Cristo . “Perché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20). Non ho intervistato frati, mi sento di poter rispondere per loro ma soprattutto di farlo con quello che ho ora nel cuore. Vivere in comunita’ e’ saper o imparare a condividere tutto quello che si ha, perche’ e’ solo nel condividere che esperimo e comprendo la gioia che ho nel possedere qualcosa, che automaticamente diventa non piu’ solo mia ma a disposizione di tutti. Come potrei gioire solo con me stesso di qualcosa che possiedo? Che gioia sarebbe?!
Gioia e’ poter condividere un dono con chi ho accanto anche a volte a costo di doverne rinunciare a un pezzetto per me!
Uno dei doni piu’ preziosi che si puo’ condividere,  ed e’ quello che avviene nelle comunita’ religiose, ma non solo, e’ la fede, l’amore per il prosssimo e per Cristo.

Il FINE poi abbiamo detto: il fine che la comunita’ dovrebbe avere, e non puo’ essere solo uno, e’ l’amore, che diventa aprendosi verso l’esterno e il prossimo Carita’, dono di se e servizio.
Tutti noi con semplicita’ siamo quindi chiamati a fare comunita’, in ogni luogo, o a vivere quelle che gia’ abbiamo, e nel farlo cercare di donarci il piu’ possibile, poiche’ solo donandoci e condividendo possiamo riempirci di energia per trasformarci in Carita’.

E’ servendo nella nostra famiglia prima, che diveneteremo servi poi di ogni uomo in particolare dei piu’ poveri.

Facciamoci servi ogni giorno di piu’ nelle nostre case, famiglie e comunita’ e presto scopriremo come saremo diventati Servi e Missionari anche al di fuori di esse e nel mondo! Poiche’ siamo nel mondo ma non siamo del mondo. E se siamo nel mondo e’ per il mondo, poiche’ e’ Cristo che nel mondo ci ha scelti! (Gv 15,18-19)