venerdì 27 aprile 2012

Dare Valore tramite l’Amore

Abbiamo iniziato da qualche settimana ad accogliere in un piccolo progetto circa trenta bambini con varie disabilità. Prima di buttarci in quest’idea con serenità ci siamo domandati a chi avremmo voluto dedicare il nostro tempo, passione e amore.

Ci rispondemmo: “agli Ultimi!”.

Così abbiamo deciso di gettare qualche seme tra gli ultimi discriminati qui in Uganda che sono i disabili, i ciechi e i sordo muti.

Guardando questi bambini con lo sguardo di un padre ho pensato innanzitutto che se sono ritenuti gli Ultimi non è per causa loro, ma è il giudizio che la cultura e gli uomini gli danno che purtroppo li discrimina ed emargina. Persino i loro genitori, anche causa la realtà in cui vivono, li rendono spesso ultimi nascondendoli con vergogna e timore.

Questo per consapevolizzarci che il nostro sguardo e atteggiamento hanno un potere che può essere fortemente giudicante. Insieme alla cultura della produttività possono rendere queste persone ultime e non guardate per il loro reale esistere, qui ed ora, nelle loro gioie e sofferenze.

Purtroppo il giudizio negativo fa si che questi esseri umani vengano ritenuti come esseri senza valore e senza utilità.

Chi ci sta affidando il suo figlio ‘malato’ in queste settimane fatica a comprendere come noi vogliamo provare a riconoscergli un valore, donandogli l’amore che non hanno mai, ancora, ricevuto e guardarli come Dio guarda e benedice tutti i suoi figli: “Questo è il Figlio mio, l’Amato (il Prediletto): in lui ho posto il mio compiacimento”. (Mt 3, 17)

Si domandano invece come è possibile che non siamo in grado di guarirli, trasformarli, e renderli validi. Questo significa che ai loro occhi appaiono come malati (da guarire), mostri (da trasformare) e invalidi (senza utilità). I loro cuori invece, seppur giustamente con tanta fatica, dovrebbero essere capaci di amarli per quello che davvero sono: i loro piccoli e i piccoli di Dio.

Noi sappiamo, anche grazie alla cultura e studio, che non possiamo operare una guarigione ma abbiamo il grande sogno e dovere di amarli, stargli vicino, comunicargli a parole e gesti il nostro amore perché per noi sono gli “Amati”, i “Prediletti”!

Far trasparire questo amore agli occhi dei loro genitori significa pian piano permettere che li riscoprano con gli occhi di Gesù.

O semplicemente con gli occhi di chi come noi in questi giorni sta passando molte ore assieme a loro: abbiamo incontrato bimbi curiosissimi, gioiosissimi, a volte timidi ma assolutamente teneri e desiderosi di affetto, che si appartano con le bambole che gli abbiamo regalato e che curano con l’amore di una madre.

Ai nostri cuori ora sono realmente i ‘primi’.

Stiamo quindi molto attenti quando guardiamo qualcuno perché lo riteniamo ‘diverso’, poiché lui non è ‘ultimo’, ma lo diventa sotto la pressione schiacciante di un nostro sguardo giudicante e categorizzante che potrebbe invece con l’amore di un gesto renderlo ‘primo’ per se stesso e agli occhi di chi lo osserva.

Mai più disabili o ultimi, non esistono preferenze nella Sua Casa, tutti siamo gli Amati e i Prediletti!!

Impegniamoci a fare in modo che non sia il nostro sguardo a trasformare chi ci sta accanto e potrebbe quindi essere per noi un grande dono in ultimo ed emarginato ma in primo ed amato!





domenica 22 aprile 2012

Foto della Chiesa e della parrocchia


Vista del centro villaggio


Chiesa parrocchia da alto

Chiesa della parrocchia
Chiesa della parrocchia


Panorama del villaggio dove siamo noi dall alto, nome villaggio é Rushooka
Panorama del villaggio dove siamo noi dall alto, nome villaggio é Rushooka

Arrivo via crucis

Via crucis con ragazzi
Oratorio piccolo davanti a convento 

Primo giorno progetto e incontro con disabili,e bimbi ciechi o sordo muti!

Lavaggio mani prima pranzo bimbi disabili!

Pranzo con bimbi disabili

Io con bimbi nella sala dove abbiamo iniziato progetto

Marta al lavoro negli incontri per capire problema bimbo!

Questo é invece incontro con responsabili della chiara che si vuole costruire con offerte del raccolto dell olio di santo Imerio di quest anno!




domenica 1 aprile 2012

GRATITUDINE E SILENZIO

“Nella vita spirituale l’ascoltatore non è l’io, che vorrebbe parlare ma è allenato a frenarsi, ma è lo spirito di Dio in noi. Quando riceviamo lo Spirito di Gesù questo crea in noi uno spazio sacro dove l’altro può essere ricevuto e ascoltato. Lo Spirito di Gesù prega in noi e ascolta in noi tutti coloro che vengono a noi con le loro sofferenze e le loro pene”. (Henry Nouwen)


Capita quando siamo tristi o confusi, o quando siamo imbarazzati, di rifugiarci in quello stato di assenza di suoni che chiamiamo silenzio. Siamo convinti così di evitarci di comunicare la nostra sofferenza nascondendola nelle nostre profondità. Il silenzio è invece un mezzo grandioso per comunicare e spesso sa dire molto più di tante, troppe parole.


Settimana scorsa ho vissuto una situazione anomala che si è trasformata involontariamente in una grande opportunità di amore: ero in cortile davanti al convento cercando di comunicare con casa quando scorgo un uomo. Mi si avvicina pian piano. Non si ferma e arriva sino a un metro da me, entrando in quello spazio che ci allerta, infastidisce, mette sulla difensiva e in difficoltà, o comunque costringe a una reazione. Quando involontariamente sto per comunicare il mio sentirmi invaso, mi accorgo che l’uomo, molto trascurato, porta delle rudimentali manette. Queste creano ancor più forte reazione in me. Ecco che qualcosa mi suggerisce paura e pericolo, mentre un'altra voce mi chiede di restare e aspettare: “è un tuo fratello, sei qui per questo!”. Mi fissa, mi parla velocemente ma non posso capire poiché non usa l’inglese. Posso scegliere cosa fare, fuggire o restare. Ogni scelta è un’opportunità da cogliere al volo e senza paura. Scelgo così il silenzio non sapendo cosa dire, ma rimango e attendo.


Dopo qualche minuto fermo un ragazzo che da poco conosco e gli chiedo di aiutarmi a tradurre quel fiume di parole. Mi dice: “è un pazzo e il governo gli mette le manette per tutta la vita per non fargli picchiare la gente essendo violento . Ora ti sta ringraziando per averlo ascoltato e per non essere scappato.”


Una comunicazione buffa, insicura, ma ho scelto di restare e di restare in silenzio cercando di far trasparire ascolto e non rifiuto. Il suo grazie conferma che il silenzio ha comunicato pace e presenza.


E se può comunicare con persone che possiamo dire difficili, dobbiamo esser certi che ancor più può comunicare con tutte le persone che abbiamo dinanzi, facciamone un uso di unione e incontro!


Il silenzio non può però essere usato solo per ‘uscire da noi’. In questo periodo che ci porta alla Pasqua e alla sofferenza silenziosa di Gesù, dobbiamo necessariamente lasciar spazio ad un silenzio che ci ri-porti dentro di noi, alla presenza della nostra anima, alla sua scoperta e ascolto. È necessario crearci un tempo nella nostra routine, nelle nostre folli occupazioni e metterci alla presenza di noi stessi per riorganizzare il nostro sentirci, il nostro amarci e conoscerci, i nostri progetti e pensieri. Non può essere solo un’occupazione Cristiana, ma ognuno di noi dovrebbe abbandonarsi al silenzio lasciando che sia Lui a comunicarci qualcosa.


Così facendo saremo più capaci, una volta raccolti in noi stessi di esplodere esternamente verso il prossimo con amore immenso.

Perché la preghiera, la meditazione e il silenzio? Possono sembrare fine a se stesse e lo sono se non ci permettono di riorganizzazione e ricaricare il nostro animo ed energia, che deve poi diventare forza per essere più aperti, disponibili e presenti verso il prossimo.


Scopriremo il povero silenzioso che c’è accanto a noi, che si nasconde, ma che c’è!


Perché in ognuno c’è la presenza di Cristo e per questo troviamo in ognuno anche una Croce da portare. Con coraggio facciamoci Simone di Cirene per chi incontriamo!


Nel silenzio molti soffrono profondamente, rompiamo il loro silenzio, una volta raccolti nel nostro, che abbiamo imparato a non temere, per un ascolto sincero!!
Scopriremo così come possa essere grande, forte e utile il nostro silenzio e la nostra preghiera.

Che il silenzio celi ascolto fraterno.

Che il nostro silenzio diventi carità e gratitudine!


Buona Pasqua

Dio Vi Benedica e Doni Pace ai Vostri Cuori