“Nella vita spirituale l’ascoltatore non è l’io, che vorrebbe
parlare ma è allenato a frenarsi, ma è lo spirito di Dio in noi. Quando
riceviamo lo Spirito di Gesù questo crea in noi uno spazio sacro dove
l’altro può essere ricevuto e ascoltato. Lo Spirito di Gesù prega in noi
e ascolta in noi tutti coloro che vengono a noi con le loro sofferenze e
le loro pene”. (Henry Nouwen)
Capita quando siamo tristi o confusi, o quando siamo
imbarazzati, di rifugiarci in quello stato di assenza di suoni che
chiamiamo silenzio. Siamo convinti così di evitarci di comunicare la
nostra sofferenza nascondendola nelle nostre profondità. Il silenzio è
invece un mezzo grandioso per comunicare e spesso sa dire molto più di
tante, troppe parole.

Settimana scorsa ho vissuto una situazione anomala che si è
trasformata involontariamente in una grande opportunità di amore: ero in
cortile davanti al convento cercando di comunicare con casa quando
scorgo un uomo. Mi si avvicina pian piano. Non si ferma e arriva sino a
un metro da me, entrando in quello spazio che ci allerta, infastidisce,
mette sulla difensiva e in difficoltà, o comunque costringe a una
reazione. Quando involontariamente sto per comunicare il mio sentirmi
invaso, mi accorgo che l’uomo, molto trascurato, porta delle rudimentali
manette. Queste creano ancor più forte reazione in me. Ecco che
qualcosa mi suggerisce paura e pericolo, mentre un'altra voce mi chiede
di restare e aspettare: “è un tuo fratello, sei qui per questo!”. Mi
fissa, mi parla velocemente ma non posso capire poiché non usa
l’inglese. Posso scegliere cosa fare, fuggire o restare. Ogni scelta è
un’opportunità da cogliere al volo e senza paura. Scelgo così il
silenzio non sapendo cosa dire, ma rimango e attendo.
Dopo qualche minuto fermo un ragazzo che da poco conosco e gli
chiedo di aiutarmi a tradurre quel fiume di parole. Mi dice: “è un pazzo
e il governo gli mette le manette per tutta la vita per non fargli
picchiare la gente essendo violento . Ora ti sta ringraziando per averlo
ascoltato e per non essere scappato.”
Una comunicazione buffa, insicura, ma ho scelto di restare e di
restare in silenzio cercando di far trasparire ascolto e non rifiuto.
Il suo grazie conferma che il silenzio ha comunicato pace e presenza.
E se può comunicare con persone che possiamo dire difficili,
dobbiamo esser certi che ancor più può comunicare con tutte le persone
che abbiamo dinanzi, facciamone un uso di unione e incontro!
Il silenzio non può però essere usato solo per ‘uscire da noi’.
In questo periodo che ci porta alla Pasqua e alla sofferenza silenziosa
di Gesù, dobbiamo necessariamente lasciar spazio ad un silenzio che ci
ri-porti dentro di noi, alla presenza della nostra anima, alla sua
scoperta e ascolto. È necessario crearci un tempo nella nostra routine,
nelle nostre folli occupazioni e metterci alla presenza di noi stessi
per riorganizzare il nostro sentirci, il nostro amarci e conoscerci, i
nostri progetti e pensieri. Non può essere solo un’occupazione
Cristiana, ma ognuno di noi dovrebbe abbandonarsi al silenzio lasciando
che sia Lui a comunicarci qualcosa.

Così facendo saremo più capaci, una volta raccolti in noi stessi di esplodere esternamente verso il prossimo con amore immenso.
Perché la preghiera, la meditazione e il silenzio? Possono
sembrare fine a se stesse e lo sono se non ci permettono di
riorganizzazione e ricaricare il nostro animo ed energia, che deve poi
diventare forza per essere più aperti, disponibili e presenti verso il
prossimo.
Scopriremo il povero silenzioso che c’è accanto a noi, che si nasconde, ma che c’è!
Perché in ognuno c’è la presenza di Cristo e per questo
troviamo in ognuno anche una Croce da portare. Con coraggio facciamoci
Simone di Cirene per chi incontriamo!
Nel silenzio molti soffrono profondamente, rompiamo il loro
silenzio, una volta raccolti nel nostro, che abbiamo imparato a non
temere, per un ascolto sincero!!
Scopriremo così come possa essere grande, forte e utile il nostro silenzio e la nostra preghiera.
Che il silenzio celi ascolto fraterno.
Che il nostro silenzio diventi carità e gratitudine!
Buona Pasqua
Dio Vi Benedica e Doni Pace ai Vostri Cuori
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