Qualche settimana fa ho sentito il Papa affermare quanto il sospetto possa far male e quanto possa compromettere i rapporti umani. Appena ho sentito queste parole non ho potuto fare a meno di proiettarle nella realta’ in cui sto’ vivendo.
Causa pressioni socio-economiche, per molti versi qui, la gente vive nel sospetto, nel timore dell’inganno e spesso accade che loro stessi siano guardati con medesimo sospetto.
Facilmente siamo sospettosi delle realta’ che ci appaiono e che incontriamo, qualunque esse siano, e trovo che il Papa abbia perfettamente ragione nel dire quanto il sospetto leda e uccida nel profondo ogni comunione tra gli uomini.
Basta immaginare di avere tra le mani la foto di un tramonto mozzafiato, di un rosso intenso, che se siamo in grado di guardare con gli occhi di un bambino allora siamo anche capaci di lasciarci stupire, ne restiamo affascinati e ne sappiamo godere. Non appena pero’ qualcuno ci sveglia dal sogno domandandoci se crediamo che la foto possa essere autentica, ecco che immediatamente siamo capaci di farci sfuggire e rubare l’emozione dal sospetto stesso; il sospetto che qualcuno abbia provato ad ingannarci, a giocarci, con quella splendida foto e con quegli splendidi colori e riflessi.
Chissa’ quante volte ci e’ capitato anche davanti ad una foto straordinaria ed autentica di averla creduta fasulla e non averla gustata per quello che era.E’ quando ci domandiamo con sospetto se sara’ vero cio’ che abbiamo d’innanzi che sostituiamo alla nostra fantasia, sogno e immaginazione il dubbio e perdiamo la capacita’ di guardare alle cose e alle persone con gli occhi trasparenti di un bambino.
Il dubbio insinua la questione, la questione porta alla ricerca, la ricerca vuole una risposta, e la ricerca di una risposta a volte comporta inquietudine. Immaginiamoci quanto dannoso possa essere quando tutto questo avviene nei rapporti tra gli uomini!
Ho scoperto come la poverta’ spesso costringa a mentire e a creare delle storie per commuoverci della sofferenza e del dolore che abbiamo innanzi. Tanti, troppi, vengono a chiederci soldi e molti con storie a dir poco fasulle e assurde. Noi, missionari inesperti, abbiamo troppe volte lasciato entrare il sospetto nel nostro cuore, cosi’per alcune persone che abbiamo incontrato, non e’ stato facile aggirare il nostro dubbio e paura e quindi conquistarsi il nostro affetto. Questo puo’ essere spiacevole poiche’ spesso ci si accorge troppo tardi di aver frainteso.
Stiamo cosi’ pian piano cercando di ritrovare il nostro equilibrio, ricominciando ad accogliere ogni uomo con entusiasmo e come un dono, e solo secondariamente valutandone le richieste e la sincerita’.
Sospettare, dubitare ed anche avere eccessivo timore comporta il rischio di distruggere la possibilita’ di scoprire nell’altro un vero ‘nuovo’ amico. Basta un piccolo, piccolo giudizio negativo affinche’ la serpe entri nei nostri spazi e nella nostra amicizia. E’ per questo che l’apostolo Paolo fortemente ci ammoniva: “Nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone che possano servire per un’opportuna edificazione”. (Ef 4, 29-32)
Non dobbiamo permettere che l’amicizia e il rapporto con il vicino sia minore rispetto a quello che Cristo ci ha ordinato: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15.12)
Non meno.
Il cristiano autentico benche’ possa dover confrontarsi con la menzogna deve pero’ continuare inperterrito ad agire secondo una scala di valori autentici piu’ grandi, cercando sempre di fare la scelta giusta e migliore nella Verita’.

