Come giovane nato nel vecchio continente raramente mi ero pienamente reso conto di quanto fosse prezioso ricevere del cibo ogni giorno, buono e abbondante, tanto che capita in tutte le nostre case che ne rimane sempre sul fondo della pentola.
In Africa d’impatto mi sono consapevolizzato, vedendolo di persona, di come avere ogni giorno cibo nel piatto non sia per tutti cosi’ scontato, ma sia in realta’ una vera grazia, una fortuna, quindi un dono e non un diritto!
Cosi’ qui in casa, quando ci riuniamo intorno al tavolo per mangiare, con i Frati, fratelli, amici, sempre ringraziamo Dio che nuovamente ci sta’ concedendo una cosi’ grande e non ovvia grazia.
Fin che non si vede chi muore o soffre per qualcosa che non e’ effettivamente un diritto difficilmente diveniamo grati per aver ricevuto un dono poiche’non lo riconosciamo come tale.
L’africa colpisce tanto che qualche tempo fa, senza nemmeno accorgermi, automaticamente in segno di gratitudine, giunto dinnanzi a un bel paesaggio ho fatto il segno di croce. Ecco che ti sussurra, non sempre dolcemente, quanto nulla sia diritto ma tutto sia dono, anche l’opportunita’ di godere di una splendida vista. E a ricordarmelo ogni giorno sono i piccoli ciechi che stiamo accogliendo nel nostro progetto.
Riconosciamolo, impariamo a ringraziare e a godere di momento!
Lo stesso avviene poi nell’incontro con i parrocchiani, la gente del villaggio, o i Frati che vengono a trovarci cioe’ogni qual volta nasca occasione per un’amicizia, un rapporto o sostegno. Facilmente ci si rende conto come in Africa non si possa e riesca a fare a meno di un rapporto umano, di un sostegno profondo, soprattutto tra missionari.
Allora qualsiasi incontro Dio ci mette dinnanzi puo’ essere l’incontro che ci cambia o quanto meno influenza la vita. Qui ce ne si rende facilmente conto poiche’ quell’incontro e’ spesso accompagnato da entusiasmo e grande accoglienza. Mentre a volte rischiamo di caricarlo di paura e tensione, tensione per quello che avremmo dovuto o potuto fare invece di spenderci in quel momento.
Ogni incontro puo’ sembrarci casuale, e credo proprio che la casualita’ che si nasconde dietro a cio’ che ci capita, basti pensare se fossiamo stati altrove, o passati di li’ poco dopo, riveli il progetto piu’ grande e misterioso che Dio ha per le nostre vite. Questo ci aiuta a comprendere come non siamo totalmente padroni del nostro andare e della nostra vita.
Ecco che anch’essa, la nostra esistenza, diviene allora vero dono.
In ogni incontro scopriremo un paradiso in cui rifugiarci ed sostare, che ci sapra’ trasformare e crescere.
L’ultimo pensiero che ho vissuto intensamente in queste ultime settimane e profondamente mentre aiutiamo i nostri bimbi disabili del progetto, suona piu’ o meno cosi’: ”ti ringrazio Signore per le immense grazie e fortune di cui immeritatamente mi hai circondato sin dalla nascita. Sono infatti non solo benestante, cresciuto in europa, con ogni gioia e fortuna, ma mi hai dato anche la grande opportunita’ di poter aiutare il proissimo!
Ogni cibo, giornata, incontro, persona,pianto, silenzio, ora, sospiro, possono essere vissuti come una risorsa e un’opportunita’! Sta’ a noi desiderarlo e riconoscerlo.
Grazie Africa di avermi aperto gli occhi!

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